Ecos Urbanos

Ecos Urbanos, vincitore del Concorso Internazionale di Idee «ASTORIA-VICTORIA» (Málaga, 2017), come prodotto di ricerca.

Identificazione dell’ambito di intervento: ricerca e progetto

Lo scopo dell’intervento è la Plaza de la Merced nella città di Malaga, dove viene indetto un concorso internazionale di idee per trovare la migliore idea architettonica e programmatica del futuro edificio. Il progetto offre l’opportunità di sostituire il vecchio edificio dei cinema dell’Andalusia e dell’Astoria, dovrebbe diventare una buona occasione per «rimodellare» l’importante spazio di Plaza de la Merced, rafforzando le sue relazioni urbane con il fiorente asse del «Paseo-Salón» di via Alcazabilla che collega gli importanti riferimenti del Museo de la Aduana – Teatro Romano – Museo Picasso – Piazza della Merced, qualificando così la creazione di una nuova centralità o «punto d’incontro» urbano attraverso la realizzazione di un uso appropriato in grado di generare l’attività collettiva richiesta da questo spazio urbano. Pertanto, garantire e qualificare l’attività urbana che dovrebbe generare questa significativa proposta di nuova centralità della città e migliorare il rapporto urbano di questa azione con il «Paseo-Salón» di via Alcazabilla e Piazza della Merced, come con l’importante riferimento paesaggistico delle tele del muro dell’Alcazaba che costituisce il suo «fondale», sarebbero gli obiettivi principali della proposta nei suoi riferimenti sia alle scale «architettoniche» che «urbane» dell’ambiente urbano dove si trova.

Analisi di metodi e strumenti

I metodi di progetto sono interessanti a causa del lavoro collaborativo tra diversi architetti e diverse specialità architettoniche. Pertanto, viene utilizzata una geometria che articola, da un lato, quelle linee che seguono allineamenti e altezze in continuità degli edifici e delle strade circostanti. D’altra parte, una pelle sensibile al paesaggio e un tessuto a grana piccola con geometria irregolare che genera un approccio a una scala più umana di fronte a Plaza de la Merced. E alcuni volti, che sorgono, fanno un’asta visiva contro l’incontro di diverse strade importanti (Alcazabilla, Granadda, Alamos, Victoria). La scoperta di questi codici del luogo, utilizzato come strumento di consenso per il lavoro di gruppo tra architetti, si traduce in un edificio in cui sono evidenti i vari piani che possono essere considerati in un ambiente complesso.

Descrizione del prodottoIl piano terra è proposto totalmente trasparente e aperto, come un continuum di Piazza della Merced, raccogliendo i resti archeologici e integrandoli come parte dello spettacolo visivo che l’edificio offre al suo interno e la sua visualizzazione dalla sala espositiva della Casa Natale da Picasso.

Verso via Victoria, l’edificio mantiene il suo allineamento con gli edifici adiacenti, e proprio nel punto di collegamento con la strada per il Castello di Gibralfaro fa un gesto che apre una connessione urbana o una finestra. L’altezza dell’edificio tiene conto del cornicione della magnifica facciata dell’architetto Gerónimo Cuervo per generare il suo cornicione, dove verrà incorporata la terrazza urbana.
Verso via Alcazabilla, poiché l’edificio rappresenta l’estremità urbana della strada che collega il passaggio con la piazza, acquisisce la sua altezza più alta come una «torre» per dargli rappresentatività e scala nel contesto della piazza. Inoltre, fa l’occhiolino girando la sua facciata per aprire la prospettiva e aumentare la relazione visiva.
Verso la piazza della Merced, l’edificio cerca, in modo più organico, di ripetere gli schemi di quelle architetture murali e offrire alla piazza una facciata molto più dinamica, che è frammentata per entrare in sintonia con la scala ambientale, senza perdere il carattere richiesto da un edificio culturale di questa portata.

L’edificio è progettato con una pelle continua di pezzi di ceramica smaltata, alternando grate e aree solide, in relazione alle grandi finestre urbane. In questo modo, di notte diventa una grande lampada culturale che dà senso a piazza della Merced.
Il programma principale, che si trova nel cuore dell’edificio, è ambizioso e flessibile; È progettato in modo tale da poter ospitare una versatilità di contenuti urbani e una varietà di pubblico.

Autovalutazione dei risultati

L’edificio è progettato come attivatore culturale che, insieme alla piazza della Merced, rafforzerà la rete di musei, teatri e spazi culturali della zona, rispondendo alle esigenze di Malaga. Aperto, compatto e multifunzionale è il modo in cui viene presentato l’edificio che ospiterà il più grande detonatore della cultura di Malaga. Il suo limite è offuscato per rendere la Plaza partecipe dei suoi contenuti e quindi dialogare a diverse scale e dimensioni.

Valutazione dell’impatto culturale

La proposta, sensibile all’ambiente, al passato, al luogo e ai diversi strati della sua storia, include una serie di ricordi ed echi urbani, che ci consentono di comprendere nuovamente l’importanza dell’ambiente in cui lavoriamo e di cercare di stabilire un dialogo rispettoso e in armonia con esso. In tal senso, il nuovo edificio, situato in una posizione strategica, viene a raccogliere gli echi di quelle architetture muraie (il Castello di Gibralfaro, le mura dell’Alcazaba, il Teatro Romano, la Coracha, l’Aduana (oggi Museo di Malaga)) che compongono l’identità del luogo, e in modo sottile e contemporaneo, cercano di dargli una continuità per chiudere l’asse così importante che viene generato da piazza della Merced all’Aduana, lungo via Alcazabilla.

Sintesi dell’interesse scientifico di questo progetto come progetto di ricerca:

Scheda del progetto → Download

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