ANALIZZANDO UN’IDEA DELL’ASPETTO DELLA SCRITURA SCIENTIFICA
Di seguito è annalizata una parte di un testo (pagina 141, Parte seconda: L’età dell’individualità: 1929-39 – 11. Mr Wright. La sovranità dell’individuo. Keep piling, del libro «Architettura e modernità. Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica» de Antonino Saggio)
Nella prima parte viene messo in discussione l’argomento da discutere di seguito. «In questo complesso», riferendosi al Johnson Wax Headquarters building (Racine, 1936-39), la grande notizia che Wright incorporerà dopo la riformulazione della sua architettura e gli anni in cui è riuscito a malapena a costruire edifici dal Crack del 29 (…compie una serie prodigiosa di ‘invenzioni’. Sono le note necessarie per un’architettura di grandioso respiro).
Direttamente si continua a parlare di uno dei grandi simboli dell’architettura wrightiana, i pilastri-alberi dendriformi: «i pilastri ad albero che sorreggono e punteggiano la sala e che, eliminando l’idea stessa del solaio, permettono alla luce zenitale di inondare l’invaso come un chiarore naturale che passa tra una chioma e l’altra». Ciò vale nella precedente linea argomentativa dell’architettura organica di Wright, alla ricerca di una ridefinizione dei limiti dell’edificio sia internamente che esternamente.
Inoltre, per rafforzare l’argomento, questo elemento in questione viene analizzato più approfonditamente (i pilastri-alberi) fornendo maggiori dettagli (Wright sa come piegare il ferro e il cemento ai suoi scopi e ha svilupppato un’intuizione strutturale eccezionale. Qui una rete elettrosaldata, su cui si getta un cemento ad altissima resistenza, crea la struttura lenticolare del pilastro-albero).
È opportuno parlare dell’aneddoto che dà titolo al capitolo, che è il riferimento che Wright fa sull’affidabilità della sua struttura di invenzione dicendo quello di «Keep piling» («continuate ad aggiungere!»).
Finalmente, dopo qualche informazione in più come «le 6 tonnellate del carico di sicurezza» superateper il pilastro, si conclude con la importanza che queste spazio e questa invenzione strutturale e con un carico di poetica architettonica unica è stato con la frase «Una quercia che resiste agli eventi e alle bufere della vita e della storia».

